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mercoledì 7 marzo 2012

Liberate immediatamente i nostri soldati.

L'atto di prepotenza del governo indiano non può più essere tollerato. L'Italia deve aumentare i suoi sforzi (fin qui deboli e non incisivi) affinchè i nostri due fanti del Battaglione San Marco della Marina militare siano liberati e, eventualmente, processati nella madrepatria. 
E' inconcepibile che il nostro governo si lasci sbeffeggiare così apertamente da uno Stato, l'India, che sta palesemente violando il Diritto Internazionale consuetudinario. Non possiamo più essere sotto schiaffo da chicchessia. 
Il nostro Paese non può e non deve rinunciare alle sue prerogative sovrane e allo ius exludendi alios mantenendo, di contro, un atteggiamento vago e remissivo. Un Paese degno di tale nome avrebbe già rimandato a casa l'ambasciatore indiano aprendo una disputa internazionale e una sacrosanta crisi diplomatica.
Governo indiano liberi immediatamente i nostri soldati.

giovedì 23 febbraio 2012

Sinistri...e Squadristi.

Quanta acidità, quanta flaccidità, quanta morbosa morbidezza in questa triste sinistra intellettuale e quanta paura, simpatia apparente, spiritosaggine superficiale si trasformano appena vengono toccati certi temi.
Può la consapevolezza di una inferiorità fisica, morale e spirituale rimbalzare con tanta persistenza da un orecchio all'altro? Da ognuna di queste bocche piene di bile e di risentimento? Ma non mi stupisce, infatti non dico nulla di solito, me ne frego!
E se mi si propone democraticamente di dire la mia rifiuto volentieri la concessione. La mia facoltà, la mia volontà di pronunciarmi non hanno certo bisogno della loro autorizzazione. Non mi stupisce che lo squadrista e, badate bene, intendo quello anni '20, furgoncino, fez e manganello, il punk dell'inizio del secolo... Non mi stupisce che lo squadrista li faccia tremolare e faccia sudare la loro pelle grassa perché lo squadrista rappresenta il simbolo di tutto, dico bene tutto, quello che loro non potranno mai essere, di tutto ciò che non potranno mai avere!

giovedì 2 febbraio 2012

Decadenza

L'uomo è condannato a progredire, a compiere ogni sforzo per dominare le forze della natura, a introdurre nella sua vita quotidiana elementi di civiltà, a organizzarsi politicamente per poter vivere e sviluppare le proprie attività  con il sempre più ampio  uso della ragione. Ma questa somma di progressi è solo un lato della medaglia. L'altro lato consiste nella perdita dell'innocenza naturale, nel peggioramento dei costumi, nella strumentalizzazione del linguaggio ai danni dell'unità di sentimento e ragione. Pertanto il progresso produce decadenza. [R. Koselleck, Il vocabolario della modernità. Progresso, crisi, utopia e altre storie di concetti, il Mulino, Bologna, pp.65-66]

mercoledì 25 gennaio 2012

Tilt!

Siamo il cortocircuito all'interno del vostro mondo del benpensare, del politicamente corretto. Basta un nome, un'idea non conforme per mettere a nudo la vostra pochezza. La convinzione di essere sempre dalla parte giusta, di essere depositari di un'unica verità immutabile e inopinabile vi fa fare quel passo più lungo della gamba che inciampa, inevitabilmente, nel nostro sgambetto avanguardista. Noi il cervello lo usiamo per pensare, non come garage di idee riciclate, non come soffitta. Voi altri invece...beh voi siete pronti sempre a mettere una toppa colorata su ogni falla nella tenuta d'insieme del vostro falso sporco mondo. Pronti, tra un risolino e una faccia indignata, a indicare cosa è giusto e cosa no. Il castello di carta che vi siete eiaculato addosso vacilla e il terreno sta mancando sotto i vostri piedi. Vi stiamo assaltando, ma non con la violenza, non vi daremo una scusa di cui farvi scudo per difendere il vostro nulla. Vi assaltiamo e vi assalteremo, ci riprenderemo tutto; col sorriso, la bellezza, l'intelligenza viva, la giovinezza dei nostri volti. Nelle vostre grinfie avvizzite rimarrà solo la menzogna che avete innalzato a dogma e non basteranno i vostri trabocchetti ad arginare la nostra vita.

martedì 24 gennaio 2012

Da Ezra Pound a Carmelo Bene, CasaPound cambia nome e diventa CasaBene


Roma, 24 gennaio - CasaPound? CasaBene! La “Casa” romana dedicata al grande poeta americano onora il genio 'non conforme' per antonomasia Carmelo Bene, intestandogli per un giorno l'edificio di via Napoleone III e facendo sì che “CasaPound” diventi per 24 ore “CasaBene”. Un omaggio che ha trovato l'adesione della sorella di Bene, Maria Luisa, e che si sostanzia in un 'restyling' completo per Cpi, dalla scritta in marmo che campeggia sull'occupazione romana nel quartiere Esquilino al logo dell'associazione, ma anche in una serie di manifesti dedicati al grande attore italiano, che tacitava i 'grillacci' del malaugurio facendo della sua vita, e della sua scandalosa diversità, un’opera d’arte. Nel pomeriggio, poi, uno speciale su Carmelo Bene con interviste, testimonianze e letture andrà in onda sulla webradio del movimento (www.radiobandieranera.org).

''Ezra Pound e Carmelo Bene sono due giganti eretici del Novecento che la critica ufficiale vuole normalizzare, banalizzare, quando non semplicemente dimenticare - spiega il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone - In un'epoca mediocre in cui gli spazi di libertà si vanno restringendo ogni giorno di più, in cui per l'eresia non sembra esserci più spazio, la nostra è una provocazione culturale contro chi tradisce la memoria dei grandi e cerca di ridurre all'isolamento gli anticonformisti. A cominciare da Carmelo Bene, genio irregolare del Novecento, se mai ve ne fu uno. Proprio in questi giorni, del resto, una causa assurda ed eterodiretta contro la nostra associazione pretenderebbe di toglierci il diritto di richiamarci a Ezra Pound, in nome di una visione della cultura poliziesca e basata sul copyright. Se 'CasaPound' non ha da essere, allora, per un solo giorno proviamo a diventare 'CasaBene', in nome di un genio tradito e dimenticato che aveva sconvolto tutti i canoni della cultura tradizionale, scandalizzato tutti i custodi dell'ortodossia e indispettito i guardiani del bene. Quello con la minuscola. Si tratta di un piccolo omaggio - conclude Iannone -, che vuole semplicemente rendere onore a chi ha fatto dell'essere non conforme una bandiera e che per questo motivo può rappresentare un punto di riferimento per tutti gli uomini liberi, trasversalmente alle appartenenze politiche e culturali''.

sabato 21 gennaio 2012

Aridatece er corporativismo

‎"Non è escluso che in questa fase del Duemila il ritornante dogma liberista e l'ottimismo della deregolazione debbano presto nuovamente ridimensionarsi, di fronte all'evidenza di alcuni fallimenti teorico-pratici e di alcune contraddizioni nel modello di sviluppo: sembra, ad esempio, che lo sviluppo tecnologico possa produrre effetti sociali inattesi, contrastabili solo mediante un controllo responsabile, consapevole e scientificamente fondato; e soprattutto appare sempre più evidente che il mercato non riesce ad autoregolarsi, se lasciato a se stesso, senza un certo grado di normatività, di contrattualità e di governabilità" (A. Casiccia, Il trionfo dell'èlite manageriale. Oligarchia e democrazia nelle imprese )

Sembra fatto apposta per il dibattito attuale, questo piccolo estratto de Il trionfo dell'èlite manageriale. Oligarchia e democrazia nelle imprese. Una baionettata dritta al cuore di Montidzilla che sta mettendo, adottando il sempreverde stile del divide et impera, uno contro gli altri i settori della produttività nazionale.
Allora ci appare più chiaro ora, oggi, il rifiuto netto alle forme neoliberiste, del laissez-faire selvaggio, cavallo di Troia per quei valori disgregatori della concordia di un popolo. Il dialogo tra le varie categorie e tra quest'ultime e lo Stato può essere ancora una volta la chiave per riprendere le redini di un'economia che sta tradendo se stessa.

"Se tutte le categorie del popolo italiano, da quella che lavora con le braccia a quelle che ripartiscono e distribuiscono la ricchezza,  a quelle che realizzano il risparmio e lo investono nella produzione, si mettono d'accordo nel constatare la necessità di disciplina e armonizzazione di tutti gli sforzi, l'Italia, malgrado tutto ciò che può capitare nel mondo, sarà una delle prime nazioni" (B. Mussolini, 17 febbraio 1923)

venerdì 20 gennaio 2012

AttivAzione

CasaPound, i suoi militanti e i suoi simpatizzanti in questo periodo stanno subendo un attacco severissimo su tutti i fronti. I censori del benpensare ciarlano continuamente sulle presunte malefatte della Tartaruga Frecciata. Se nei nostri cuori basta una risata per seppellirli con tonnellate di nuda terra, per l'opinione pubblica, supina e addomesticata dai canali della teledisinformazione, non è così. Ed è per questo motivo che bisogna fare una scelta di coraggio. Lo stesso coraggio che i nostri  bisnonni dimostrarono novant'anni fa. Oggi più che mai bisogna essere Arditi. Ardire e ardere sono le urgenze che si devono contrapporre non solo a chi costantemente ci attacca (...avete paura mortaccivostra!) ma anche a chi, cullato dalla ninna-nanna mediatica, oramai è incapace di farsi un pensiero suo, raziocinando con la sua testa. E' ora di schierarsi, di fare la nostra parte. CasaPound è "scudo e spada d'Italia", ma servono le persone per reggerli. Fai come gli Arditi, lanciati nella mischia dell'arroganza e dell'indifferenza e lesina le bombe a mano del nostro tempo: la verità! Ut vehementius ardeat, ut totius vincat.