Siamo il cortocircuito all'interno del vostro mondo del benpensare, del politicamente corretto. Basta un nome, un'idea non conforme per mettere a nudo la vostra pochezza. La convinzione di essere sempre dalla parte giusta, di essere depositari di un'unica verità immutabile e inopinabile vi fa fare quel passo più lungo della gamba che inciampa, inevitabilmente, nel nostro sgambetto avanguardista. Noi il cervello lo usiamo per pensare, non come garage di idee riciclate, non come soffitta. Voi altri invece...beh voi siete pronti sempre a mettere una toppa colorata su ogni falla nella tenuta d'insieme del vostro falso sporco mondo. Pronti, tra un risolino e una faccia indignata, a indicare cosa è giusto e cosa no. Il castello di carta che vi siete eiaculato addosso vacilla e il terreno sta mancando sotto i vostri piedi. Vi stiamo assaltando, ma non con la violenza, non vi daremo una scusa di cui farvi scudo per difendere il vostro nulla. Vi assaltiamo e vi assalteremo, ci riprenderemo tutto; col sorriso, la bellezza, l'intelligenza viva, la giovinezza dei nostri volti. Nelle vostre grinfie avvizzite rimarrà solo la menzogna che avete innalzato a dogma e non basteranno i vostri trabocchetti ad arginare la nostra vita.
Uno spazio che ti prende a schiaffi. Ma per darti la sveglia. Una trincea da cui si va all'assalto del benpensare. Un velivolo da cui lanciare il pitale sulla testa degli arroganti della cultura dominante. Il Battaglione Nero non è mai nostalgico, il Battaglione Nero non è contemporaneo, il Battaglione Nero è FUTURISTA!
mercoledì 25 gennaio 2012
Riprendersi Giovanni Gentile
Segnaliamo e consigliamo vivamente la lettura del minisaggio di Valerio Benedetti sull'Ideodromo di CasaPound circa Giovanni Gentile. E' possibile scaricare il documento in formato .pdf.
martedì 24 gennaio 2012
Da Ezra Pound a Carmelo Bene, CasaPound cambia nome e diventa CasaBene
Roma, 24 gennaio - CasaPound? CasaBene! La “Casa” romana dedicata al grande poeta americano onora il genio 'non conforme' per antonomasia Carmelo Bene, intestandogli per un giorno l'edificio di via Napoleone III e facendo sì che “CasaPound” diventi per 24 ore “CasaBene”. Un omaggio che ha trovato l'adesione della sorella di Bene, Maria Luisa, e che si sostanzia in un 'restyling' completo per Cpi, dalla scritta in marmo che campeggia sull'occupazione romana nel quartiere Esquilino al logo dell'associazione, ma anche in una serie di manifesti dedicati al grande attore italiano, che tacitava i 'grillacci' del malaugurio facendo della sua vita, e della sua scandalosa diversità, un’opera d’arte. Nel pomeriggio, poi, uno speciale su Carmelo Bene con interviste, testimonianze e letture andrà in onda sulla webradio del movimento (www.radiobandieranera.org).
''Ezra Pound e Carmelo Bene sono due giganti eretici del Novecento che la critica ufficiale vuole normalizzare, banalizzare, quando non semplicemente dimenticare - spiega il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone - In un'epoca mediocre in cui gli spazi di libertà si vanno restringendo ogni giorno di più, in cui per l'eresia non sembra esserci più spazio, la nostra è una provocazione culturale contro chi tradisce la memoria dei grandi e cerca di ridurre all'isolamento gli anticonformisti. A cominciare da Carmelo Bene, genio irregolare del Novecento, se mai ve ne fu uno. Proprio in questi giorni, del resto, una causa assurda ed eterodiretta contro la nostra associazione pretenderebbe di toglierci il diritto di richiamarci a Ezra Pound, in nome di una visione della cultura poliziesca e basata sul copyright. Se 'CasaPound' non ha da essere, allora, per un solo giorno proviamo a diventare 'CasaBene', in nome di un genio tradito e dimenticato che aveva sconvolto tutti i canoni della cultura tradizionale, scandalizzato tutti i custodi dell'ortodossia e indispettito i guardiani del bene. Quello con la minuscola. Si tratta di un piccolo omaggio - conclude Iannone -, che vuole semplicemente rendere onore a chi ha fatto dell'essere non conforme una bandiera e che per questo motivo può rappresentare un punto di riferimento per tutti gli uomini liberi, trasversalmente alle appartenenze politiche e culturali''.
lunedì 23 gennaio 2012
Il mito attivistico immesso dal futurismo, come già dal sindacalismo rivoluzionario, e, in seguito, dall'arditismo combattentistico, come pure il "giovanilismo" elevato ad ideologema paradigmatico, costituiscono il lato esteriore di una convinzione inizialmente partita come "slancio vitale", pathos dell'azione, emotività, sistematizzate in ideologia soltanto a posteriori. Nel fascismo confluiscono in verità due tipi di rivolta contro il mondo borghese, di cui una, quella più propriamente filosofica, corrisponde alla visuale "tradizionalista", antimoderna, elitaria; l'altra, più genuinamente politica, è appunto una rivolta che è possibile definire correttamente come "rivoluzionaria". Tradizione e progresso, in questo senso, ma ognuno su un piano proprio e diverso, convivono nel fascismo, ne costituiscono ugualmente la sostanza, anche se in intensità differente e con significati ultimi anche opposti. (L.L. Rimbotti, Il fascismo di sinistra. Da Piazza San Sepolcro al congresso di Verona, Settimo Sigillo, Roma 1989)
domenica 22 gennaio 2012
Qui non s'ha DA VEDERE, qui s'ha da SENTIRE
Più d'uno, come faccio senz'altro io, scrive per non avere più volto. Non domandatemi chi sono e non chiedetemi di restare lo stesso: è una morale da stato civile; regna sui nostri documenti. Ci lasci almeno liberi quando si tratta di scrivere. (M. Foucault, L’archeologia del sapere. Una metodologia per la storia della cultura)
sabato 21 gennaio 2012
Aridatece er corporativismo
"Non è escluso che in questa fase del Duemila il ritornante dogma liberista e l'ottimismo della deregolazione debbano presto nuovamente ridimensionarsi, di fronte all'evidenza di alcuni fallimenti teorico-pratici e di alcune contraddizioni nel modello di sviluppo: sembra, ad esempio, che lo sviluppo tecnologico possa produrre effetti sociali inattesi, contrastabili solo mediante un controllo responsabile, consapevole e scientificamente fondato; e soprattutto appare sempre più evidente che il mercato non riesce ad autoregolarsi, se lasciato a se stesso, senza un certo grado di normatività, di contrattualità e di governabilità" (A. Casiccia, Il trionfo dell'èlite manageriale. Oligarchia e democrazia nelle imprese )
Sembra fatto apposta per il dibattito attuale, questo piccolo estratto de Il trionfo dell'èlite manageriale. Oligarchia e democrazia nelle imprese. Una baionettata dritta al cuore di Montidzilla che sta mettendo, adottando il sempreverde stile del divide et impera, uno contro gli altri i settori della produttività nazionale.
Allora ci appare più chiaro ora, oggi, il rifiuto netto alle forme neoliberiste, del laissez-faire selvaggio, cavallo di Troia per quei valori disgregatori della concordia di un popolo. Il dialogo tra le varie categorie e tra quest'ultime e lo Stato può essere ancora una volta la chiave per riprendere le redini di un'economia che sta tradendo se stessa.
"Se tutte le categorie del popolo italiano, da quella che lavora con le braccia a quelle che ripartiscono e distribuiscono la ricchezza, a quelle che realizzano il risparmio e lo investono nella produzione, si mettono d'accordo nel constatare la necessità di disciplina e armonizzazione di tutti gli sforzi, l'Italia, malgrado tutto ciò che può capitare nel mondo, sarà una delle prime nazioni" (B. Mussolini, 17 febbraio 1923)
This is RIVOLUZIONE CONSERVATRICE, baby...
Il concetto della mobilitazione totale mette in crisi la libertà, assunta come valore politico fine a se stesso. Jünger, come già Nietzsche, non crede nella libertà per la libertà, e cita quella frase di Zaratustra dove si dice che l’importante non è essere liberi da qualcosa, ma per qualcosa.
Il problema del nostro tempo, dopo che il liberalismo ha innalzato sugli altari una libertà priva di contenuto – e che altro non era se non la mitologizzazione dell’economia di mercato – è quello di ritrovare un’anima positiva alla libertà. La guerra incide sull’idea di libertà creando un nuovo tipo umano per il quale la libertà «non è più il principio per la formazione di un’esistenza a sé, ma consiste nel grado in cui l’esistenza del singolo si esprime nella totalità del mondo in cui è inserito». (Correnti politiche e ideologiche della destra tedesca dal 1918 al 1932, Edizioni L’Italiano, 1981)
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